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Giordano Bianchi Dottula
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Il marchese Giordano de' Bianchi Dottula nacque a Montrone, feudo della sua casa in Terra di Bari, il 31 gennaio 1775 dal marchese Luigi Bianchi e da Francesca Dottula e fu il primo di otto figli.
Dopo aver trascorso la giovinezza in Puglia si trasferì a Napoli e poi a Roma dove studiò la filosofia, le lettere greche, latine e italiane.
A Napoli abbracciò la causa della rivoluzione, assumendo il nome di Timoleone de' Bianchi, e nel 1799 fu tra i più audaci protagonisti della repubblica napoletana, durata dal 21 gennaio al 13 luglio.
Fu componente del Tribunale rivoluzionario, istituito dal generale Chiampionnet, ed in seguito fece parte dell'Alta Commissione Militare del secondo governo provvisorio repubblicano promosso dal commissario Abrial, giunto in sostituzione di Championnet, arrestato per ordine del Direttorio.
Sfuggì alla cruenta repressione borbonica, dopo essersi distinto in eroiche azioni militari, come quella della sfortunata difesa dello strategico ponte della Maddalena in cui soccorse il generale Wirtz, ferito mortalmente e il cui corpo sottrasse alla crudeltà del nemico.
Riuscì a guadagnare il confine ed esulò prima in Francia.
Scoppiata la guerra, fu volontario in una divisione italiana di cavalleria, comandata da Gioacchino Murat, combattendo valorosamente e guadagnandosi il grado di capo squadrone. Ma, in ossequio ai voleri paterni, lasciò le armi e si ritirò a Bologna, poi tornò in Francia, dove perfezionò la conoscenza della lingua francese, scritta e parlata, che egli acquisì con disinvoltura e padronanza, esprimendosi forse meglio di un parigino, come ebbe modo di affermare Maria Carolina Murat. Ritornato a Bologna incominciò a poetare, iniziando la pubblicazione di numerose opere, poi visitò le principali città d'Italia, stringendo amicizia col Giordano, Costa, Giusti, Monti, Foscolo, Marchetti.
Il Montrone ( così veniva chiamato dagli amici ) tornato a Napoli dove era salito al trono Gioacchino Murat, ottenne la nomina di Ciambellano e Commendatore dell'Ordine delle Due Sicilie e poi di Presidente del Consiglio Generale della Provincia di Bari.Active Image
La scelta del Marchese di Montone come Presidente rientrava nel progetto murattiano di riforma dell'amministrazione civile dello stato e del governo locale dove furono istituite le provincie e i distretti che si cercava di affidare a personale preparato, onesto ed affidabile.
Caduto il Murat ritornò a Bologna e poi nuovamente a Napoli, per intercessione di un avo materno, il commendatore Giordano Dottula, e in tale sede fu nominato Maggiordomo di settimana e Gentiluomo di camera di entrata. Fu così che ebbe modo di conoscere Teresa Gaetani di Laurenzana, sua futura moglie.
Stranamente l'ex rivoluzionario del 1799 non solo non fu perseguitato dalla corte dei Borboni, ma risultò stimato e gradito dalla reggia che sembrava volesse recuperare la vecchia classe dirigente muratiana, falcidiata dagli esili e dalle condanne. Nel 1831 Ferdinando II lo nominò Intendente della Provincia di Bari, dove governò saggiamente per dieci anni, distinguendosi per il senso di giustizia, moderazione, gravità e cortesia. Nel 1842 rientrò a Napoli, promosso Consultore di Stato, e dopo quattro anni, morì nel febbraio del 1846.
Il nome di Giordano Bianchi Dottula, con deliberazione decurionale del 4 Marzo 1857, fu assegnato a quella che è l'attuale Piazza IV Novembre di Bari. Con decreto 3 febbraio 1859 il nome della piazza fu mutato in quello di Conte di Bari e , con deliberazione consiliare 10 settembre 1860 nell'altro di Conte di Cavour. Il nome Giordano Bianchi Dottula passò ad un'altra strada ( che attualmente va da C.so Vittorio Emanuale II dopo il n° 94 a Via Dante) e , con deliberazione 28 febbraio 1895 venne rettificato in quello di Marchese di Montone, che tuttora detiene.
Nel Quartiere San Nicola è presente anche la strada de' Bianchi Dottula che prende il nome dai Bianchi, una nobile famiglia di origine bolognese che ebbe lì la propria residenza. I Bianchi nel 1696 vennero a dimorare in Terra di Bari, ove acquistarono il feudo di Montrone, nel quale conseguirono nel 1790 il titolo di marchesato. Si imparentarono quindi con la nobile famiglia barese dei Dottula, dei quali assunsero il cognome aggiungendolo al proprio. L'11 gennaio 1791 furono aggregati alla nobiltà di Bari e nel 1805 furono iscritti nei Registri della Nobiltà del Regno, nelle persone di Luigi, marchese di Montrone, e dei figli Giordano, Donato, Alessandro, Giuseppe e Raffaele. Nel 1796 furono anche ricevuti nell'ordine gerosolimitano.
Sempre nel quartiere San Nicola è presente la strada Dottula, dalla Piazza Odegitria alla Strada Bianchi Dottula 5. La nobile famiglia Dottula è una delle più antiche di Bari introdotta in questa città ai tempi di Carlo Magno e di Costantino, figlio di Leone imperatore d'oriente. Fu allora che un certo Giovanni Dottula, patrizio e primate di Costantinopoli, fu mandato dall'imperatore per riscuotere come suo vicario le contribuzioni delle Province d'Italia, dovute al greco impero.

il prof. G. Natilla cura il sito dal 2009
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