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PROGETTO DI ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO

Bari non è solo … conoscere per far conoscere

L’alternanza è una modalità didattico-formativa che si avvale di strumenti molto diversi tra loro, come formazione in aula( previsto per le classi terze), attività di laboratorio, tirocini presso aziende e/o enti pubblici e privati, visite aziendali, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti ad una concreta realtà di lavoro.

Il progetto di alternanza scuola-lavoro Bari non è solo … conoscere per far conoscere” è stato realizzato negli A.A. 2012/13, 2013/14 e 2014/15 grazie alla ideazione delle docenti S. Colotti (storia dell’arte) e M. Fiorenza (diritto ed economia) e al contributo fornito della ditta Meridiana Beni Culturali, del Laboratorio Urbano di Bari, della Soprintendenza Archivistica per la Puglia e del Laboratorio Modugno LAB 2.0.

La classe che ha svolto il progetto di alternanza si è trasformata in un azienda virtuale, producendo un GIS, un gioco interattivo ed una rappresentazione teatrale.

I prodotti finali sono stati realizzati dalla ‘azienda’ divisa in gruppi di lavoro: il primo si è occupato della stesura dei testi dei siti dell’Ecomuseo presi in considerazione, il secondo si è occupato della realizzazione di un GIS (Sistema Informativo Territoriale) ed il terzo ha realizzato un gioco interattivo.

Il primo gruppo ha realizzato delle schede descrittive, attraverso una ricerca approfondita di carattere storico-artistico su bibliografia specialistica e turistica, siti online, fonti documentarie e testimonianze orali.

Queste sono state inserite poi nel GIS per delineare un percorso di visita culturale e turistica alla scoperta di beni culturali, soprattutto rurali, poco valorizzati nelle campagne attorno a Bari, nell’area individuata dell’Ecomuseo del Nord Barese, appena avviato, e situati lungo le lame presenti nel territorio considerato.

Il GIS (Sistema Informativo Territoriale) è una piattaforma costruita su Google Maps: sono stati inseriti i punti di interesse attraverso un sistema di coordinate, permettendo ai turisti di individuare precisamente le posizioni dei siti, non ancora fruibili perché in stato di degrado.

Il Gis è stato arricchito da un gioco interattivo, realizzato sulla piattaforma informatica gratuita Sploder, composto da cinque livelli, che ripropongono alcuni siti dell’ Ecomuseo del Nord-Barese, superabili solo dopo aver letto attentamente le schede e risposto correttamente ai quesiti relativi.

Dopo aver conosciuto e visitato il Frantoio dell’Olio Rosso e la leggenda ad esso legata, abbiamo pensato di riprodurla in un cortometraggio di pochi minuti.

Al termine sono stati realizzati un pieghevole ed una locandina, allo scopo di promuovere il nostro lavoro.

L'Ecomuseo del nord barese

Che cos’è l’ Ecomuseo?

Un Ecomuseo è il territorio di vita, così come lo abbiamo ereditato nelle sue trasformazioni date dal passaggio plurimillenario degli uomini e delle donne che lo hanno abitato. Rappresenta, quindi, tutto ciò che ci circonda, nelle sue manifestazioni materiali e immateriali. 2)A differenza dai musei tradizionali, luoghi chiusi e destinati ad esporre i risultati delle ricerche storiche, non si costruisce, ma rappresenta tutto ciò che è intorno a noi e il nostro stesso essere.

1)L’ Ecomuseo è il museo territoriale per eccellenza, che prende in considerazione i rapporti tra città e campagna facendo emergere, per tutelare ed esaltare, tutte le rappresentazioni identitarie.

Nel concetto di Ecomuseo rientrano le visioni di sostenibilità ambientale di interventi eco-compatibili ed eco-sostenibili per tutelare il territorio dal suo passivo consumo, così come fino ad oggi fatto dalla espansione edilizia incontrollata, ridando significato e vantaggio ai paesaggi.

La Convenzione europea del paesaggio, redatta nel 2000 anche dall’Italia che però la adottò solo nel 2006, definisce “paesaggi” i territori così come vengono percepiti dalle popolazioni che li abitano; pertanto, fondamentale è la conoscenza delle risorse, materiali e immateriali, la conseguente presa di coscienza delle potenzialità a disposizione e la progettualità che una comunità riesce a promuovere guardando al futuro delle proprie giovani generazioni. E la stessa Convenzione europea del paesaggio a stimolare le politiche, gli obiettivi, le visioni di tutela e valorizzazione relative al patrimonio paesaggistico e, come tale, se ne riconosce la sua fondamentale potenzialità di stimolo progettuale nelle azioni di promozione culturale, ambientale, sociale, storica e, di conseguenza, economico-produttivo.

Nel tutelare tutti i paesaggi, indipendentemente dai tradizionali canoni di bellezza o originalità, la Convenzione include espressamente:

“…paesaggi terrestri, le acqua interne marine. Concerne sia i paesaggi che possono essere considerati eccezionali, sia i paesaggi della vita quotidiana, sia i paesaggi degradati” (Art. 2)

Su queste basi teoriche poggia il progetto di ECOMUSEO URBANO del Nord Barese, che cura le testimonianze storico-identitarie del territorio di parte della città di Bari e dei vicini comuni di Giovinazzo, Bitonto, Modugno e Palo del Colle.

Il nostro progetto: L’Ecomuseo Urbano del Nord Barese e il suo rapporto con le lame.

Generalmente gli Ecomusei concentrano la propria attenzione su aree omogenee riconosciute per taluni specifici elementi geomorfologici, storici, ambientali. Nel caso del nostro Ecomuseo esso attiene ad un’area storicamente omogenea, ma nella quale le forti diversità presenti sotto gli aspetti paesaggistici esaltano una ricchezza espressa da una visione di scambio e sussidiarietà tra le aree stesse.

L’area di interesse del nostro studio “Bari non è solo… conoscere per far conoscere” è partita dalla intenzione di far emergere la conoscenza di beni culturali fortemente identitari ma poco conosciuti, o che rischiano di scomparire, considerato lo stato di abbandono in cui versano, che sono concentrati nell’area da noi definita quale Ecomuseo Urbano del Nord Barese e attualmente interessata dagli interventi progettuali della omonima associazione ecomuseale presieduta dall’Architetto Eugenio Lombardi e costituita appositamente nel gennaio 2014 al fine di rispondere ai criteri di gestione ecomuseale indicati dalla legge regionale per gli Ecomusei di Puglia.

La nostra attenzione, giusto per cominciare, si è concentrata sulle scoperte di alcuni beni culturali, meno studiati se non ignorati o dimenticati, presenti nelle campagne tra Bari e Modugno, soffermandoci soprattutto sulle presenze lungo le lame caratterizzanti il paesaggio locale.

Ci siamo così imbattuti nella nostra indagine in siti archeologici di varie epoche storiche (Neolitico, Longobardo, Medievale), in testimonianze di architettura rurale maggiore e minore (pagliai in pietra a secco, trulli, palmenti, frantoi) e in insediamenti religiosi e rupestri sviluppatisi nei secoli, a ridosso delle lame di Lamasinata e Balice.

Le lame sono la conseguenza del carsismo di superficie che identifica il territorio pugliese, soprattutto quello della città metropolitana di Bari. Sono costituite da solchi poco profondi ed allungati, risultato del processo millenario di erosione delle acque, che partono dalle Murge e sfociano nel Mar Adriatico. Proprio per la presenza dell’acqua, queste zone sono state nei millenni costantemente abitate, perché ricche di terreni fertili adatti all’economia rurale tipicamente mediterranea: colture di viti, ulivi, mandorli, ciliegi, fichi e frutteti vari.

Lama Balice

È considerata la lama più estesa nel territorio di Bari ed ha una notevole importanza storica perché fu attraversata dall’antica via Appia-Traiana.

Ha origini dalle Murge di Ruvo, passa per il territorio urbano di Bitonto e si estende nella zona industriale di Modugno, sfociando infine a mare presso la frazione barese di Fesca. La sua caratteristica è la profondità dei suoi borghi molto scoscesi ed è inoltre periodicamente soggetta allo scorrimento di acque reflue e piovane e da inondazioni.

Lama Misciano

Lama Misciano è una affluente della lama Balice ed attraversa la zone industriale a nord di Modugno. È una lama poco profonda ed assume forma a serpentina.

L’insediamento della zona industriale di Bari (ASI) a nord della città di Modugno, che ricade nel letto di questa lama a cominciare dagli anni ’70, ha quasi completamente ignorato, non preservando, l’integrità di molte testimonianze storico-culturali presenti proprio in questa area territoriale e che oggi versano in una condizione di estremo degrado.

Lama Misciano è caratterizzata dalla presenza di ipogei più o meno abitati in epoca medievale scavati nella roccia, sicuro rifugio di popolazioni soprattutto durante assedi e scorrerie distruttive, resti archeologici di Menhir, costruzioni e casali rurali antichi, masserie, trappeti, palmenti e casedde, tipiche espressioni del nostro paesaggio agrario.

Lama Lamasinata

È tra le più importanti del territorio barese attraversa il territorio di Palo e Bitetto e poi passa attraverso le aree di Modugno e Bitritto, sfociando nei pressi della spiaggia di San Francesco, San Cataldo di Bari.

Lungo il suo alveo, in epoca medievale, si svilupparono notevoli insediamenti storici e religiosi, quali il casale di San Felice in Balsignano ed il Santuario di Santa Maria della Grotta, ambedue in area modugnese.

Commento

Siamo convinti che la conoscenza delle importanti pagine di antica storia del territorio locale non sia limitata ad un esercizio esclusivamente culturale, ma passando per la presa di coscienza del loro valore e delle potenzialità che esse rappresentano, possano aiutare noi giovani a prospettare un più solido futuro per noi stessi e per il nostro territorio di vita.

GIS (Sistema informativo territoriale) dell'Ecomuseo Urbano del Nord Barese

il prof. G. Natilla cura il sito dal 2009
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